Dipartimento nella gestione dei rifiuti post raccolta

Il Dipartimento, al fine di offrire una soluzione integrata, ha proceduto alla realizzazione di un impianto che si differenzia da quelli attualmente operanti sul territorio.
Il punto di partenza è stato offerto dalla possibilità di classificare i rifiuti che possono essere riciclati/recuperati nelle seguenti categorie:

  1. frazioni che ammettono un valore economico di mercato e che possono essere destinate alle imprese per un loro immediato riciclo/recupero (carta, plastica, alluminio, banda stagnata, ecc.);
  2. frazioni che possono essere trasformate in materie con un processo il cui costo è superiore al valore finale ottenuto (rifiuti organici, sfalci, etc.);
  3. frazioni costituite dai cosiddetti “ingombranti” e Raee (mobili, materassi, elettrodomestici, ecc.)  le cui componenti possono essere riciclate/recuperate con un processo il cui costo è superiore al valore economico finale (rifiuti ingombranti, cioè mobili, materassi, elettrodomestici, ecc.).

Il recupero/riciclo antieconomico di alcune frazioni trova giustificazione nel maggior costo che si registrerebbe qualora si procedesse al loro smaltimento mediante termovalorizzazione o conferimento in discarica.
Per tale motivo la legislazione di riferimento prevede:

  1. un sistema premiale/punitivo per chi raggiunge o non raggiunge determinati livelli di raccolta differenziata prefissata;
  2. la contabilizzazione tra la raccolta differenziata dei soli rifiuti effettivamente avviati a recupero, escludendo quelli che, pur raccolti in modo differenziato, vengano destinati allo smaltimento finale, in base ad una dichiarazione resa dall’impianto incaricato del loro trattamento.

La valorizzazione delle frazioni assume pertanto una rilevanza notevole sotto due contrapposti profili:
possibilità per le amministrazioni comunali di ottenere un corrispettivo, relativamente alle frazioni che ammettono un immediato valore di mercato (carta, plastica, alluminio, banda stagnata, ecc.);
necessità di massimizzare la quota di rifiuti riciclabili/recuperabili nelle altre ipotesi, non risultando sufficiente la sola raccolta differenziata.
Questi sono in definitiva i reali problemi che le amministrazioni sono chiamaste a risolvere.
L’esame del settore, con esclusivo riferimento alla Regione Campania, ha consentito di evidenziare le seguenti anomalie:

il valore economico che potrebbe essere ricavato dalle amministrazioni comunali per la cessione delle frazioni immediatamente utilizzabili (carta, plastica, etc.)  è pressoché fagocitato dagli impianti. La filiera che muove dalla raccolta delle frazioni, effettuata a proprie spese dai Comuni per giungere alle imprese che utilizzano tali frazioni nei propri processi produttivi, prevede una serie di soggetti intermedi che si

appropriano del relativo plus valore. Ciò è reso possibile da una inevitabile caratteristica della raccolta. Il conferimento da parte delle utenze infatti, prevede la consegna delle singole frazioni riciclabili/recuperabili congiuntamente a materie estranee che ne impediscono un immediata consegna alle imprese finali. E’  da tener conto inoltre,  che in ogni caso le imprese finali chiedono la la consegna in balle pressate. Per offrire un valore di riferimento, si consideri la raccolta di bottiglie in PET e di flaconi in HDPE. Il valore di mercato di tale frazione  è pari a 359,10 euro per tonnellata. In realtà i Comuni la cedono alla pari. Tale fenomeno è reso ancora più rilevante dal fatto che la quasi totalità delle amministrazioni preveda la raccolta congiunta delle frazioni immediatamente valorizzabili (carta, plastica, alluminio, etc.), cioè del  cosiddetto “multimateriale” per il quale la selezione è indispensabile. 
Il  prezzo che le amministrazioni sono tenute a riconoscere agli impianti per la frazione cosiddetta “ingombranti” (mobili, materassi, ecc.),  non è correlato ai vantaggi economici che questi ultimi possono o potrebbero ottenere con una rilevante lavorazione rivolta al loro recupero/riciclo.
In tale ambito di riferimento, il Dipartimento ha provveduto alla realizzazione di un impianto in modo da poter offrire alle amministrazioni comunali un servizio di selezione avanzata della frazione “multi materiale” e  garantirne la valorizzazione ai prezzi di mercato oltre  un servizio di scomposizione e selezione dei materiali che compongono i rifiuti “ingombranti”.
L’impianto peraltro, prevede altre linee di attività e di trattamento la cui esecuzione avviene separatamente da quelle previste per le raccolte differenziate delle Amministrazioni Locali.
Per comprendere il carattere innovativo della soluzione proposta, si consideri l’attuale situazione dell’impiantistica della Regione Campania.
Per quanto attiene alle attività di selezione/cernita della frazione “multimateriale” esistono vari impianti che offrono, peraltro, livelli qualitativi estremamente limitati.
Si consideri che la carta da macero proveniente datali impianti in generale, non è considerata  adatta all’utilizzo nell’industria cartaria.
Le soluzioni previste,  operano una selezione per macro classi merceologiche (cartoni, plastica, carta vetro, etc.), mentre il mercato degli imprese utilizzatrici finali richiede una concentrazione per micro classi merceologica (cartone ondulato greggio, cartone kraft, pet. HDPE, ecc.).
In altri termini, a seguito delle azioni di cernite e selezioni offerte dall’attuale  mercato di riferimento, le frazioni non ammettono un immediato impiego nell’industria del riciclo/recupero, con un rilevante impatto negativo sul loro valore.

Più complessa è invece  la gestione dei RAEE, cioè dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. L’Associazione Nazionale Comuni d’Italia e il Centro di Coordinamento Raee, costituito ai sensi del decreto del Ministero dell’Ambiente 185/2007, hanno stipulato un Accordo di Programma e disciplinato una Convenzione Operativa regolante i servizi di gestione dei raee ai sensi del Dlg. 151/2205

che, oltre a valorizzare tali rifiuti, assicura dei vantaggi economici ai Comuni. In altri termini, i Comuni non corrispondono alcun onere per lo smaltimento di tali rifiuti ricevendo, viceversa, un corrispettivo denominato “Premio di Efficienza”. Tale accordo  presuppone la realizzazione di almeno un centro di raccolta comunale nel quale gli stessi rifiuti siano gestiti secondo la classificazione “R1”, “R2”, “R3”, “R4”, di cui al decreto 185/2007 e che garantisca il conferimento da parte di Distributori / Centri di assistenza tecnica / Installatori presenti territorio comunale.
Per quanto attiene alla frazione “ingombranti” (mobili, materassi, ettc.) gli impianti limitano la loro funzione al semplice smistamento ad ulteriori impianti specializzati nei singoli materiali, lucrando sulla differenza tra quanto corrisposto dalle amministrazioni comunali e quanto a loro volta corrisposto da altri impianti.
Queste aree di criticità dell’attuale  sistema impiantistico campano hanno rappresentato i presupposti per la progettazione e realizzazione del nostro impianto con le seguenti modalità:

  • relativamente alla frazione “multi materiale”: attività di selezione avanzata che operi una cernita in microclassi merceologiche e che si concluda  con la produzione di materiali pressati immediatamente impiegabili dalle imprese finali della filiera e quindi dotate di valore economico;
  • relativamente alla frazione “ingombranti”: scomposizione nei singoli materiali che li compongono e loro trattamento in modo da consentirne la cessione ad imprese che possano procedere ad un loro immediato utilizzo, quali materie prime secondarie;
  • relativamente alla frazione Raee: organizzazione presso lo stesso impianto di un Centro di Raccolta, per tutte le Amministrazioni che non vi possano provvedere sul territorio, garantendo se richiesto, anche il servizio di raccolta.

L’obiettivo è quello di offrire un servizio in base al quale nell’impianto entrano rifiuti ed escono materiali direttamente impiegabili, evitando inutili passaggi di filiera.
Il vantaggio offerto alle amministrazioni è di immediata comprensione:
ottenimento di significativi ricavi per i materiali che compongono la frazione “multi materiale”
riduzione dei costi per quanto attiene i rifiuti “ingombranti”  e sicurezza dell’effettivo avvio a recupero della loro quota massima.
superamento delle difficoltà connesse alla Gestione dei Raee.
In termini operativi:

  • per la frazione “multimateriale”: l’impianto provvede alla selezione avanzata e allo stoccaggio in attesa di pervenire al carico minimo. La proprietà del rifiuto può rimane dell’Amministrazione.
  • per la frazione “ingombranti”: l’impianto provvede alla loro scomposizione nei singoli elementi che li compongono e al loro trattamento (riduzione volumetrica e pressatura). L’Amministrazione potrà cedere la proprietà del rifiuto, corrispondendo un prezzo, o mantenerne la proprietà, pagando, in questa ipotesi, il prezzo per l’attività svolta.
  • per la frazione Raee: l’impianto assicura l’organizzazione di un’area dedicata a Centro di Raccolta per ogni Comune che lo richieda, eventuali servizi di raccolta presso e utenze non domestiche e la Gestione con i Consorzi di Filiera.

La soluzione proposta ammette ulteriori precisazioni in relazione alle specifiche necessità delle Amministrazioni Locali.

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