Dipartimento nella gestione dei servizi sul territorio

Nella successiva tabella sono indicate le fasi procedurali elaborate per la progettazione/gestione, in chiave ricorsiva  dei servizi di igiene urbana sul territorio (raccolta e spazzamento).

La gestione a regime di ogni servizio espletato per le Amministrazioni (raccolta, spazzamento, etc.) è sottoposta ad un accurato processo di monitoraggio che attiva se necessario un ulteriore processo di progettazione con la ri-modulazione dei servizi.
Il primo passaggio è rappresentato da  un’analisi del contesto con particolare riferimento al territorio, alla popolazione e ai flussi di produzione dei rifiuti.
Infatti, preliminarmente all’esecuzione, il modus operandi prevede una dettagliata rilevazione e l’ acquisizione dei dati territoriali al fine di procedere ad una modellizzazione del bacino di utenza.
Questa, infatti,  è il processo che muovendo dall’interpretazione delle variabili che definiscono  il bacino, ne stabilisce i comportamenti prevedibili, limitatamente alla gestione dei servizi di igiene urbana.
Il supporto operativo a tale risultato è offerto nella seconda fase dalla mappatura del territorio e dalla costruzione di un sistema informativo territoriale.
Mediante la mappatura e operando con rilievi e sulla base della cartografia tecnica regionale, si procede alla georeferenziazione degli oggetti di riferimenti: assetto viario, edifici, numerazione civica, etc. Georeferenziare un oggetto (ad esempio un edificio), significa registrare la sua posizione spaziale rispetto ad un sistema di coordinate noto, cioè attribuire delle coordinate (es. longitudine e longitudine) allo stesso oggetto.
Il principale vantaggio della georeferenziazione è dato dalla cosiddetta analisi spaziale, che consente la definizione dei percorsi più brevi, la zonizzazione, la definizione delle zone di rispetto, il calcolo delle distanze, ecc.
Agli oggetti sul territorio com’è evidente, sono associati vari elementi: persone fisiche, persone giuridiche, occupazioni di suolo, etc..
La possibilità di correlare agli oggetti presenti in cartografia un insieme di anagrafi relative a vari elementi collegati agli oggetti stessi (es. nucleo familiare ad un edificio), ha determinato lo sviluppo  dei Sistemi Informativi Territoriali, comunemente noti come  Geographic Information  System (G.I.S).

La soluzione proposta prevede l’impiego di uno specifico software che consente una gestione dei dati territoriali e una immediata implementazione con gli elementi necessari per il governo dei materiali che eventualmente, siano consegnati all’utenza (es. pattumiera domestica, sacchetti comportabili in mater-bi, sacchetti trasparenti, etc.) La modellizzazione del bacino  rappresenta il presupposto per la successiva individuazione di classi di utenza omogenee che richiedano al loro interno  l’adozione di soluzioni specifiche. Ed è questo l’oggetto della terza fase. L’obiettivo perseguito infatti, è quello di capovolgere la tradizionale impostazione nella quale sono le utenze a doversi adeguare alle soluzioni previste per la raccolta, per giungere in successive approssimazioni all’offerta di soluzioni prossime all’ “on demand”, ovvero all’evoluzione fattuale della personalizzazione.
Ogni sistema di raccolta peraltro,  deve garantire la propria misurazione. Nella soluzione del Dipartimento ciò avviene nella quarta fase con la determinazione dei livelli di efficienza e di efficacia attesi. Il risultato delle precedente stadi rappresenta il presupposto per l’elaborazione nella quinta fase, nella definizione dei processi di raccolta e delle relative modalità di esecuzione per eventuali categorie di utenze.Pertanto per ogni segmento di utenza viene costruita una matrice tridimensionale che individui:

  • le frazioni che si intendono raccogliere dal segmento (organico, plastica, carta, cartone, ecc.);
  • il tipo di raccolta previsto per il segmento: monomaterilae, multimateriale leggero o pesante, combinata;
  • il modello gestionale di raccolta per il segmento: raccolta porta a porta o domiciliare, raccolta con contenitori stradali di prossimità, raccolta con contenitori stradali o ecopunti di accentramento, raccolta presso riciclerìe, stazioni di conferimento, ecocentri.

L’insieme delle analisi, delle rilevazioni, delle proposte rivolte all’Amministrazione conducono infine, nella sesta fase,  alla definizione del Piano Operativo.
Il Piano Operativo contiene tutti gli elementi di dettaglio per procedere alla materiale esecuzione della raccolta, o meglio, del sistema di raccolte.
L’attivazione del Piano operativo è preceduta da una fase preliminare, la settima,  nella quale:

  • si proceda all’approntamento delle risorse materiali, tecniche, umane necessarie per l’esecutività del piano: riallocazione delle risorse, acquisizione delle dotazioni e dei materiali necessari, addestramento e riqualificazione del personale;
  • sia attivata una campagna informativa sulle modalità previste per la raccolta e il conferimento dei rifiuti;
  • sia attivata una campagna promozionale  ricorrendo alle tecniche di marketing, per condizionare i comportamenti dell’utenza verso il rispetto delle previsioni di selezione e conferimento.

La settima fase, ovvero lo start up,  è relativa all’attivazione dei singoli processi e si differenzia dalla gestione ordinaria per la particolare attenzione con la quale sono posti in essere i singoli interventi.
Nelle prime settimane d'avvio di nuove soluzioni di raccolta è infatti fondamentale monitorare attentamente  tutte le componenti del sistema posto in essere, per verificare la correttezza delle previsioni sia in termini di funzionalità delle  soluzioni che di comportamento atteso dall’utenza. In particolare,  in alcune condizioni e  soprattutto quando si sia proceduto alla zonizzazione del territorio, è prevista una gradualità nell’attivazione, sia in senso verticale per quanto attiene il  numero delle frazioni, che il quello orizzontale, ovvero per l’ampiezza delle utenze servite.
 Le soluzioni previste dal Piano Esecutivo validate in sede di start up, richiedono una particolare attenzione  per la speciale del sistema posto in essere.
I sistemi di raccolta di differenziata, infatti, non si risolvono nell’adozione di processi e nell’impiego di risorse tecnologiche, materiali e umane. Il comportamento dell’utenza rappresenta l’altro rilevante cardine di riferimento, capace con il suo impatto di vanificare qualsiasi sforzo organizzativo od economico dove l’utenza  rappresenta un inevitabile momento d’ instabilità dell’intero sistema, capace di incidere sulla sua efficacia e efficienza.
Sul versante dei processi da un lato e delle risorse impiegate soprattutto quelle umane dall’altro, non sono infrequenti tendenziali cadute del tasso di produttività e di efficienza;  in modo particolare in situazioni caratterizzata da una forte stagionalità o da problemi connessi con l’emergenza rifiuti.
Per questi motivi nello specifico settore della raccolta differenziata, la gestione a regime e l’attività di monitoraggio tendono a coincidere.
Per tali motivi la soluzione proposta,  oltre a prevedere di fatto una fase unica, impiega una rilevante serie di variabili predittive, cioè di elementi  che assumendo determinati valori, segnalano il  verificarsi in tempi brevi di criticità specifiche nel funzionamento del sistema.